COVID-19: Nuove Tecnologie Per Contrastare l’Epidemia di Coronavirus

Il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2), che attualmente sta creando tanti problemi, fa parte di una grande famiglia di virus che causano malattie negli animali e nell’uomo.

Nell’uomo i coronavirus possono causare infezioni respiratorie lievi come il raffreddore, o malattie più gravi, come la MERS (Sindrome Respiratoria del Medio Oriente) e la SARS (Sindrome respiratoria acuta grave). Un nuovo coronavirus è stato isolato in Cina a dicembre del 2019 ed è causa di una malattia che i ricercatori hanno chiamato COVID-19.

COVID-19 è l’abbreviazione di coronavirus disease 19, o malattia respiratoria acuta da SARS-CoV-2 o più semplicemente malattia da coronavirus 2019. Da quando è stata scoperta è diventata un argomento molto discusso nei quotidiani d’informazione, in televisione, sui social media. Ed è argomento principe di discussione tra le persone. L’informazione generale ha però focalizzato l’attenzione principalmente sull’aspetto emergenziale di questa epidemia.

Noi di blogsalutedigitale.it invece cercheremo di vedere come le nuove tecnologie e l’e-Health stanno aiutando nello studio e nella gestione della COVID-19.

Aggiornamento 26/3/2020: Si è superata la stratosferica capacità di calcolo di 1.500.000.000.000.000.000 operazioni floating point al secondo (1,5 ExaFLOPS) nella simulazione di composti che possono essere utili alla cura della COVID-19. Maggiori informazioni nell’articolo su questo progetto e su nuovi farmaci


Indice


Cos’è COVID-19?

I coronavirus sono una classe di virus ben nota a medici e ricercatori.

Coronavirus
Coronavirus

Di coronavirus se ne conoscono svariati tipi diversi. A dicembre del 2019 in Cina i ricercatori hanno isolato un nuovo tipo di coronavirus ancora sconosciuto. Il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2, la cui struttura è mostrata tridimensionalmente sotto) provoca una malattia chiamata dai ricercatori COVID-19.

Coronavirus COVID-19
Foto del CDC su Unsplash

Come si è Diffusa la COVID-19?

COVID-19 ha iniziato la sua diffusione in Cina nella regione dell’Hubei a dicembre del 2019. Gli studi fatti fino ad ora hanno identificano nei pipistrelli il possibile veicolo di trasmissione all’uomo. Nelle zone rurali della Cina, infatti, la carne di pipistrello è consumata regolarmente. Il pipistrello è già stato registrato come fonte di trasmissione di altri virus, tra cui anche il virus Ebola in Africa. Tuttavia non è ancora stato possibile identificare con assoluta certezza l’origine dell’epidemia.

Nel giro di qualche mese il nuovo coronavirus si è diffuso in modo capillare in tutto il mondo, tanto che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) nel marzo 2020 ha decretato il passaggio da epidemia a stato di pandemia.

Perché COVID-19 è Considerata Molto Grave?

La particolarità del nuovo coronavirus è la facilità di trasmissione da uomo a uomo anche da parte di soggetti asintomatici.

Quindi l’isolamento degli individui è assolutamente essenziale per il rallentamento della pandemia.

SARS-CoV-2 è un virus subdolo (come uno squalo, come dice Alberto Angela nel video) con tasso di mortalità relativamente basso. Si stima intorno al 2% – ossia 10/20x quello dell’influenza–, che diventa 3-4% se si considerano solo i casi di malattia manifesta. Tuttavia, in un 15-20% dei casi può provocare nei pazienti colpiti sintomi gravi con necessità di ospedalizzazione ed intubazione anche per diverse settimane. Questo fattore sta provocando enormi problemi alle strutture sanitarie di terapia intensiva, che faticano a far fronte all’alto numero di pazienti ricoverati.

Dati Coronavirus 11 marzo 2020 Fonte: Protezione Civile
Dati Coronavirus 11 marzo 2020 (Fonte: Protezione Civile)

Come si è Risposto alla Diffusione del Coronavirus?

La prima risposta della Cina contro il nuovo coronavirus è stata quella di isolare le persone per evitare la diffusione del virus. Wuhan, una città di 13 milioni di persone che è il primo focolaio dell’epidemia, è stata messa in quarantena bloccando di fatto tutte le attività salvo quelle essenziali.

Lo scopo della quarantena è quella di evitare che le persone incontrandosi si possano scambiare il virus. I ritardi che però ci sono stati nel riconoscere il virus e nel prendere provvedimenti, oltre alla facilità di movimento delle persone, ha reso impossibile limitare il virus alla sola Cina. COVID-19 infatti è oramai diffusa a livello globale.

Anche in Italia si stanno prendendo dei provvedimenti drastici per rallentare la diffusione del virus. Purtroppo l’Italia è al momento seconda come numero di contagi e per questo l’unità di crisi del Governo ha emanato un decreto in cui dichiara che tutta l’Italia diventa zona di massima attenzione. La situazione però è in evoluzione e potrebbero rendersi necessari ulteriori provvedimenti ancora più restrittivi.

Rallentare la diffusione di COVID-19 permette alle strutture ospedaliere di gestire l’emergenza adeguatamente, senza arrivare ad una situazione di collasso, scenario in cui non si potrebbero più garantire a tutti le cure necessarie.

Quali Sono i Sintomi della COVID-19?

The most common symptoms of COVID-19 are fever, tiredness, and dry cough. Some patients may have aches and pains, nasal congestion, runny nose, sore throat or diarrhea. These symptoms are usually mild and begin gradually. Some people become infected but don’t develop any symptoms and don’t feel unwell. Most people (about 80%) recover from the disease without needing special treatment. Around 1 out of every 6 people who gets COVID-19 becomes seriously ill and develops difficulty breathing. Older people, and those with underlying medical problems like high blood pressure, heart problems or diabetes, are more likely to develop serious illness. People with fever, cough and difficulty breathing should seek medical attention.

(fonte Organizzazione Mondiale della Sanità)

I sintomi più comuni di COVID-19 sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare dolori, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente.

Alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo e non si sentono male. La maggior parte delle persone (circa l’80%) guarisce dalla malattia senza bisogno di cure speciali. Circa 1 su ogni 6 persone che si ammalano di COVID-19 si ammala gravemente e sviluppa difficoltà respiratorie. Le persone anziane e quelle con problemi medici di base come ipertensione, problemi cardiaci o diabete, hanno maggiori probabilità di sviluppare malattie gravi. Le persone con febbre, tosse e difficoltà respiratorie devono rimanere a casa e consultare il proprio medico.

Come si Trasmette COVID-19?

La trasmissione del coronavirus avviene da persona infetta a persona sana attraverso le piccole goccioline che fuoriescono dal naso o dalla bocca quando si tossisce o si respira.

Se si è quindi in prossimità di una persona infetta queste goccioline contenenti il virus possono essere respirate o entrare direttamente a contatto con gli occhi. Le goccioline inoltre atterrano sugli oggetti e sulle superfici intorno alla persona. Altre persone quindi toccando questi oggetti o superfici e successivamente toccando i loro occhi, naso o bocca possono ammalarsi di COVID-19.

Alcuni virologi cinesi hanno pubblicato uno studio (leggi al link) che riporta dei dati ancora più allarmanti sulla trasmissibilità. Infatti secondo quanto osservato gli autori di questo studio hanno sostenuto che il coronavirus può viaggiare a una distanza doppia rispetto a quella di sicurezza finora consigliata, ovvero a 4-5 metri e può permanere nell’aria almeno 30 minuti. Lo studio però è stato ritirato. È stato infatti contestato agli autori che la loro era una semplice osservazione (ovvero solo un inizio di uno studio ma che necessita di ulteriori dati e rilevazioni) e che in essa erano presenti diverse incongruenze. In ogni caso è sempre bene seguire le indicazioni ufficiali del Ministero della Sanità che sono quelle scientificamente provate.

In un periodo di notizie che si rincorrono è bene anche consultare siti come quello del virologo Italiano Roberto Burioni, www.medicalfacts.it, per evitare di incorrere in notizie false o poco affidabili.

Sempre per combattere le Fake News è nato covid19italia.help un progetto non profit coordinato da attivisti e attiviste digitali che raccoglie informazioni utili e soprattutto verificate sull’epidemia e sull’emergenza da coronavirus.

Ma è una Semplice Influenza…?

Questo virus è stato paragonato inizialmente ad una semplice influenza stagionale (pur avendo una letalità 10/20 volte superiore). Purtroppo, però, a differenza dell’influenza stagionale, le complicanze sono molto più gravi e diffuse. I pazienti infatti possono sviluppare una polmonite interstiziale non curabile con semplici antibiotici che richiede l’ospedalizzazione e in molti casi anche il sostegno vitale per molte settimane.

Se i contagi diventano molto diffusi il numero di persone che necessita della terapia intensiva diventa maggiore dei posti effettivamente disponibili.

Quindi NON È UNA SEMPLICE INFLUENZA.

Questo però non deve essere motivo di panico ma sicuramente di attenzione. Dobbiamo tutti fare il possibile per limitarne la diffusione.

Come Prevenire la COVID-19?

Il Ministero della Salute ha realizzato un vademecum da seguire sintetizzato in questa locandina:

Raccomandazioni del Ministero della Salute Contro il Coronavirus e COVID-19

  • Lavarsi spesso e accuratamente le mani con acqua e sapone o con disinfettanti a base alcolica. Leggi come sapone e alcol disattivano/disgregano il coronavirus e quindi perché è importante lavarsi le mani.
  • Evitare i contatti con altre persone. Quindi uscire il meno possibile da casa. Se si è comunque costretti a farlo, mantenere sempre almeno un metro di distanza (o anche di più) dalle altre persone.
  • Evitare i luoghi affollati e soprattutto evitare di accalcarsi dove altre persone tendono a raccogliersi. Quindi, si consiglia di evitare luoghi di ritrovo e svago (come i centri commerciali). Si sconsiglia anche di recarsi a fare acquisti in gruppi di più di una persona per nucleo familiare, di andare in pub, discoteche, cinema, musei, teatri, ecc.
  • Evitare le strette di mano.
  • Non toccarsi occhi, naso e bocca.
  • Usare fazzoletti monouso e coprirsi la bocca con il gomito quando si starnutisce o si tossisce.
  • Se si avvertono sintomi, non recarsi dal medico o in pronto soccorso ma prendere contatti telefonici.
  • Avvertire il medico se si è entrati in contatto con persone infette e tassativamente rimanere in casa in quarantena per 15 giorni.


Cosa si Sta Facendo per Curare COVID-19?

La medicina tradizionale si sta attualmente concentrando sul contenimento del nuovo coronavirus. Ma in parallelo sta lavorando alla ricerca di un vaccino che permetterebbe di immunizzarsi al virus, il quale andrebbe quindi ad estinguersi non avendo più soggetti vulnerabili da colpire.

Remdesivir

Il Wall Street Journal riporta che attualmente non esistono farmaci o vaccini approvati specificamente per il nuovo coronavirus. Tuttavia, esistono vari studi scientifici in corso: ad esempio, due in Cina e uno negli Stati Uniti, che stanno valutando un farmaco antivirale chiamato remdesivir, di Gilead Sciences Inc., che è stato testato anche contro l’Ebola e il Marburg.

Struttura Remdesivir
Remdesivir

Il Guardian riporta che un professore della Columbia University esperto di malattie infettive, David Ho, concorda con la probabile utilità di questo farmaco ancora non approvato. Secondo lui è attualmente il candidato più promettente contro il nuovo coronavirus.

Intanto Wikipedia fa eco alla notizia riportata dall’Huffington Post che:

Il 17 marzo 2020 Matteo Bassetti, primario della clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, ha annunciato nel punto stampa sull’emergenza coronavirus, di avere il primo vero guarito trattato con il farmaco sperimentale Remdesivir.

Lopinavir e Ritonavir

Un’altra sperimentazione è in corso presso un ospedale di Wuhan per valutare una terapia (venduta con il marchio Kaletra negli Stati Uniti) basata su una combinazione di due farmaci (lopinavir e ritonavir) normalmente usati contro l’HIV (ossia il virus dell’AIDS). Questa terapia utilizza una classe di farmaci noti come inibitori della proteasi, che bloccano un enzima chiave che aiuta i virus a replicarsi.

Bloomberg riporta che finora lopinavir e ritonavir non sembrano aver prodotto risultati di rilievo in pazienti con COVID-19. Invece, cita un altro farmaco, Avigan favipiravir, prodotto dalla giapponese Fujifilm Holdings Corp. che ha mostrato risultati incoraggianti, ma principalmente nelle prime fasi della malattia.

Clorochina e Idrossiclorochina

Uno studio multi-centro cinese inoltre ha mostrato risultati incoraggianti nel trattamento del COVID-19 usando clorochina e ha suggerito di inserirla nelle linee guida di cura. L’Istituto Superiore della Sanità riporta che:

L’idea di usare la clorochina contro il coronavirus della SARS fu lanciata da Andrea Savarino, ora ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2003 attraverso la rivista scientifica Lancet Infectious Diseases.

È inoltre anche possibile che la clorochina mostri un effetto antivirale sinergistico con il lopinavir.

Il 17 marzo 2020 la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana annuncia la:

Rimborsabilità a carico del Servizio sanitario nazionale dei medicinali clorochina, idrossiclorochina, lopinavir/ritonavir, danuravir/cobicistat, darunavir, ritonavir per il trattamento anche in regime domiciliare dei pazienti affetti da infezione da SARS-CoV2 (COVID-19).

Tocilizumab

In Cina e in Italia, prima a Napoli e ora anche in altre regioni come il Piemonte, si sta sperimentando l’uso di un medicinale di Hoffmann-La Roche e Chugai chiamato tocilizumab. È un farmaco attivo contro il recettore dell’interleuchina-6 e usato nella cura dell’artrite reumatoide, che sembra dare risultati incoraggianti nel trattamento del COVID-19.

Infine, svariati produttori di vaccini (ad esempio Moderna Inc., Inovio Pharmaceuticals Inc. e Novavax Inc.) stanno sviluppando nuove formulazioni destinate specificamente a combattere il nuovo coronavirus.

Anche la tecnologia informatica però sta facendo la sua parte importante nell‘aiutare la ricerca e la prevenzione, come vedremo qui di seguito…

e-Health e Nuove Tecnologie per lo Studio di COVID-19

La ricerca scientifica avanza anche sul fronte informatico. Un famoso progetto lanciato molti anni fa da Stanford, chiamato [email protected], ha aggiunto ai suoi obiettivi la simulazione di proteine potenzialmente bersaglio di futuri farmaci contro la malattia COVID-19:

Il progetto coinvolge chiunque possieda un computer. Si può scegliere di donare cicli del proprio processore per collaborare alla simulazione delle dinamiche delle proteine, come mostrato in questa figura:

Interazione del SARS-CoV-2 con un Recettore ACE2 Umano
Interazione del SARS-CoV-2 con un Recettore ACE2 Umano (Fonte: [email protected])

Anche IBM si è lanciata nello studio delle interazioni di possibili farmaci col coronavirus, utilizzando il suo supercomputer Summit. A Novembre 2019 Summit risultava essere il supercomputer più potente al mondo.

Questo super-calcolatore è in grado di effettuare 150/200 milioni di miliardi di operazioni floating point al secondo (PetaFLOPS) utilizzando 9.216 CPU di ultima generazione IBM POWER9 con 22 core oltre che 27.648 GPU Nvidia della serie Tesla V100.

I risultati sono rimarchevoli. Usando Summit, i ricercatori sono stati in grado di simulare 8.000 composti nel giro di pochi giorni. Il loro scopo è stato quello di modellare quei composti che potrebbero influenzare il processo di infezione legandosi alle protuberanze appuntite del virus. Di questi hanno identificato 77 composti, come farmaci e composti naturali, che hanno dimostrato un potenziale nel riuscire a compromettere la capacità del coronavirus di attaccarsi e infettare le cellule ospiti.

Il composto, mostrato in grigio, è stato calcolato per legarsi alla proteina di SARS-CoV-2, mostrata in ciano, per impedirgli di agganciarsi al recettore dell'enzima 2 di conversione dell'angiotensina umana o ACE2, mostrato in viola.
Il composto, mostrato in grigio, è stato calcolato per legarsi alla proteina di SARS-CoV-2 mostrata in ciano, per impedirle di agganciarsi al recettore dell’enzima 2 di conversione dell’angiotensina umana o ACE2, mostrato in viola. Credito: Micholas Smith / Oak Ridge National Laboratory, U.S. Dept. of Energy

Inoltre, IBM ha formato un consorzio di supercomputer, chiamato COVID-19 HPC Consortium, che ha raggiunto le performance totali aggregate di 330 PetaFLOPS.

Il 26/3/2020 il progetto [email protected] ha annunciato di avere raggiunto una capacità di calcolo 10 volte superiore a quella di Summit, ossia l’astronomica velocità di 1,5 ExaFLOPS, ossia 1.500.000.000.000.000.000 (1,5 miliardi di miliardi) di operazioni floating point al secondo.

Folding@Home 1.5 ExaFLOPS COVID-19

Stiamo però assistendo anche ad altri usi delle nuove tecnologie che vengono in aiuto in diversi modi per contrastare gli effetti di COVID-19.

Vediamo quali.

Informazione Online su COVID-19

Ministero della Salute e Protezione Civile

Il Ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità offrono pagine web molto dettagliate e molto utili a cui fare riferimento per ottenere informazioni aggiornate e puntuali sull’epidemia:

  • Basilicata: 800 99 66 88
  • Calabria: 800 76 76 76
  • Campania: 800 90 96 99
  • Emilia-Romagna: 800 033 033
  • Friuli Venezia Giulia: 800 500 300
  • Lazio: 800 11 88 00
  • Lombardia: 800 89 45 45
  • Marche: 800 93 66 77
  • Piemonte:
    • 800 19 20 20 attivo 24 ore su 24
    • 800 333 444 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20
  • Provincia autonoma di Trento: 800 867 388
  • Provincia autonoma di Bolzano: 800 751 751
  • Puglia: 800 713 931
  • Sardegna: 800 311 377
  • Sicilia: 800 45 87 87
  • Toscana: 800 55 60 60
  • Umbria: 800 63 63 63
  • Val d’Aosta: 800 122 121
  • Veneto: 800 462 340

Studio, Lavoro e Medicina Online

Limitare la diffusione del nuovo coronavirus passa attraverso la quarantena.

Un gran numero di persone hanno dovuto fermarsi, chiudersi in casa ed evitare il più possibile i contatti con altre persone. Questo ha creato molti problemi, alcuni dei quali però si sono risolti grazie all’uso delle nuove tecnologie.

Siamo un mondo capillarmente connesso tramite la rete Internet e che fa largo uso degli smartphone. È quindi possibile mettere in atto sistemi di didattica on-line e di smart working. In Italia le università sono partite per prime a realizzare la didattica on-line, ma pian piano si stanno attrezzando tutte le scuole. Anche le aziende sono sempre più connesse e da tempo lo smart working è una risorsa disponibile ai datori di lavoro, ma fino ad oggi scarsamente utilizzata.

Questi strumenti si stanno rivelando utilissimi in questa fase della crisi e la situazione di emergenza ne dimostra l’importanza strategica, quindi anche in periodi di non crisi. Infatti, riducendo gli spostamenti di lavoratori e studenti, non solo c’è un risparmio di tempo che può essere utilizzato per altre attività, ma anche una riduzione degli agenti inquinanti che macchine, autobus e mezzi di trasporto immettono in atmosfera.

Fanno riflettere le immagini registrate dal satellite della Cina prima e dopo l’emergenza: si registra infatti una notevole riduzione delle polveri inquinanti.

Effetto Epidemia Coronavirus su Inquinamento Cinese

Telemedicina

Già da qualche anno sono partiti dei progetti di telemedicina (ne avevamo già parlato qui), ovvero l’utilizzo della rete in ambito medico per connettere medici e pazienti anche distanza.

In questi giorni i medici di base ricevono i pazienti solo su appuntamento per evitare l’affollamento in ambulatorio. Allo stesso modo negli ospedali si sono posticipate tutte le visite non urgenti. In questo modo però si rimandano visite ed esami che, pur non essendo salvavita, sono comunque necessari.

La possibilità di connettersi tramite Internet con i medici per effettuare consulti on-line è un valido strumento per limitare i contatti medico-paziente solo ai casi strettamente necessari. Il medico inoltre compilando una ricetta on-line e inviandola alla farmacia può far recapitare direttamente al paziente il farmaco necessario.

ECG dinamico secondo Holter

Inoltre sul mercato escono sempre più dispositivi medici portatili e connessi che permettono al medico il monitoraggio costante e a distanza del paziente (alcuni esempi qui, qui e qui).

Al momento siamo ancora agli albori di questo tipo di telemedicina diffusa. Tuttavia, questa crisi medica sarà probabilmente uno sprone a lavorare affinché in un futuro prossimo le piene potenzialità della telemedicina diventino realtà.

Paginemediche.it, in collaborazione con il dott. Emanuele Urbani, medico di famiglia, e con il supporto di Healthware Group, ha da pochi lanciato il progetto di telemedicina: #TiVideoVisito. Il numero di medici contagiati dal nuova coronavirus è in aumento, sia tra quelli che lavorano nei reparti che trattano il virus, ma anche tra i medici di famiglia. Pagine mediche ha quindi deciso di far fronte a questa emergenza e dare a tutti i medici la possibilità di effettuare le visite a distanza e offrire un valido sostegno per il monitoraggio dei parametri dei casi COVID-19 sintomatici in gestione domiciliare.

Il sito #TiVideoVisito permette ai medici di base, ai pediatri, ai presidi ospedalieri di registrarsi e attivare così il servizio di Video Visita. Se invece un paziente ha necessità di consultare il proprio medico per un problema di salute può invitarlo a registrarsi. Il medico, una volta effettuata la registrazione contatterà direttamente il paziente per effettuare la video visita.

Robot e Droni

La robotica in questi ultimi anni ha fatto passi da gigante. I ricercatori infatti sono stati in grado di creare robot molto simili all’uomo in grado di imparare autonomamente grazie a quella che viene definita Intelligenza Artificiale.

Nel campo sanitario dispositivi robotici sono già in uso in diversi settori. Ad esempio permettono ai chirurghi di effettuare operazioni mininvasive di alta precisione. Il chirurgo ha anche la possibilità di azionare i comandi a distanza senza entrare in contatto con il paziente. I robot inoltre sono utili per sostituire l’uomo in compiti ad alto rischio come avvicinare pazienti infetti senza mettere a rischio il personale sanitario.

Negli USA

La CNN riporta in un’intervista al dott. George Diaz, capo della divisione malattie infettive del Providence Regional Medical Center in Everett Washington, che il primo paziente affetto da COVID-19 negli Stati Uniti è stato trattato anche grazie all’utilizzo di un robot equipaggiato con stetoscopio, con schermo e web cam. Medici ed infermieri possono controllare i segni vitali del paziente e comunicare con lui senza entrarne in contatto.

Questo protocollo di trattamento dei pazienti in isolamento è stato messo a punto a seguito dell’epidemia di Ebola nel 2014 ed è stato testato circa 15 giorni prima dell’arrivo del primo paziente in previsione di una diffusione del virus anche negli Stati Uniti.

Droni e Robot in Aiuto alle Epidemie come quella di Coronavirus

Purtroppo molti medici ed infermieri che lavorano nei reparti dove vengono ricoverati i pazienti affetti da COVID-19, pur prendendo le precauzioni necessarie, per sovraccarico, stanchezza, disattenzione, hanno contratto loro stessi il virus. Si crea quindi una carenza di personale sanitario e un ulteriore sovraccarico di lavoro a chi rimane. Un maggiore utilizzo di dispositivi robotici nei reparti di isolamento e terapia intensiva in futuro potranno garantire maggiore sicurezza ai pazienti e al personale sanitario. Il settore della robotica per gli ospedali si stima che avrà una crescita altissima nei prossimi anni.

In Cina

Anche la Cina ha lavorato in questa direzione. In oltre 40 ospedali cinesi sono arrivati dei robot per la distribuzione di medicine, dispositivi medici, cibo, bevande e tutto quello che è necessario per la sanificazione.

Come per i robot impiegati per trovare gli ordigni esplosivi evitando che l’artificiere rischi la vita, in Cina sono stati usati droni (dall’alto) e robot (al suolo) per irrorare le città di disinfettante, evitando che questo lavoro venisse fatto dalle persone che avrebbero potuto contrarre il virus.

Il Controllo della Quarantena

La Cina ha fatto largo uso delle nuove tecnologie non solo negli ospedali ma soprattutto per il controllo della diffusione del virus ed il controllo della quarantena. Sono stati usati in questo caso dei droni a guida autonoma. I droni grazie alla telecamera incorporata sono in grado di registrare le persone per strada e di valutare se rispettino le regole di sicurezza. Sulla base di queste valutazioni possono lanciare messaggi alle persone come quello di indossare la mascherina, se non lo si fa, o di allontanarsi da altre persone troppo vicine, oppure messaggi generici come ricordare di lavarsi le mani, di rientrare a casa, ecc.

Un video pubblicato da Global Times mostra alcuni filmati ripresi dai droni.

I droni hanno anche permesso, tramite il riconoscimento facciale, di identificare le persone che non hanno rispettato le limitazioni della quarantena uscendo o entrando dalle zone rosse. E siccome in Cina non si scherza con il rispetto delle regole queste persone si sono viste arrivare a casa la polizia che le ha sanzionate.

Social Media

Siamo entrati negli ultimi anni nell’era dei social media. Lo smartphone ha reso accessibile a una grande quantità di persone l’utilizzo di questi strumenti di comunicazione. Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn, Pinterest… sono diventati dei grandi contenitori di informazioni sulle persone di tutto il mondo.

Questo ha portato, tra le altre cose, anche a svariati scandali su un utilizzo fraudolento di tali dati, un grosso problema sulla sicurezza e sulla privacy delle persone. Molto si è detto dello scandalo Cambridge Analytica, che ha utilizzato i dati raccolti sui social per pilotare l’opinione delle persone.

Non tutti però utilizzano i dati raccolti sui social in modo negativo. Ci sono dei ricercatori che stanno raccogliendo questi dati per la salute delle persone.

HealthMap di Harvard

Come riportato dal sito ABC NEWS, il professor John Brownstein, professore della Harvard Medical School, insieme ad un team di ricercatori di Harvard, sta studiando un sistema chiamato HealthMap che tramite l’Intelligenza Artificiale traccia i dati provenienti dai social media, dalle ricerche sui siti medici, dalle ricerche su Google e dai chatbot (software progettati per simulare una conversazione con un essere umano) per individuare potenziali persone affette dal virus, i nuovi focolai di contagio del COVID-19 e per studiarne la sua diffusione.

Questo tipo di ricerca è partito nel 2003 durante l’epidemia della SARS ed è poi continuato nelle successive epidemie.

“Il sistema ha funzionato davvero bene, ma lo riqualifichiamo costantemente, soprattutto quando ci si sposta in nuove lingue e aree geografiche”, ha affermato il professor Brownstein. Mentre la tecnologia si diffonde nelle nostre vite, il team del professor Brownstein si trova oggi con più dati rispetto a quando ha iniziato il progetto 17 anni fa. “Ci sono più persone che interagiscono con i chatbot di controllo dei sintomi, quindi questa è una fonte di dati completamente nuova”, ha detto. “Ci sono persone che utilizzano dispositivi connessi, come un termometro collegato – questo è un set di dati molto utile a cui possiamo accedere… Le tecnologie vocali diventano quelle su cui abbiamo trascorso molto tempo, lavorando con Amazon, ad esempio, e con la piattaforma Alexa.”

Quanto è Importante Predire l’Insorgere di una Epidemia?

Riconoscere in anticipo un possibile luogo di diffusione di un virus permette alle autorità sanitarie di agire preventivamente per prendere le necessarie misure e bloccarne la diffusione.

Ma i social non sono solo strumenti di raccolta dati. Possono veicolare a molte persone messaggi utili, come quelli di emergenza. Per questo stanno nascendo moltissimi canali social sul coronavirus gestiti da organi istituzionali come l’OMS, la protezione civile, ecc.

Paginemediche.it, un sito curato da medici italiani, è sbarcato su TikTok, un social video molto usato da giovani e giovanissimi. Sono stati caricati diversi video realizzati da medici che trattano di coronavirus e, nel giro di pochissimo tempo, hanno raccolto moltissime visualizzazioni. In questi ultimi giorni soprattutto i giovani tendono ad ignorare il problema e continuare la loro vita di sempre. Per questo utilizzare tutti i social per arrivare a più fasce di età in una situazione di emergenza è fondamentale.

Ed è altrettanto fondamentale che sui social non vengano pubblicate notizie false e allarmistiche in merito al coronavirus. Facebook, il più famoso dei social media, ha annunciato che per quanto riguarda il COVID-19 si impegna a diffondere le campagne di informazione corrette e gestite dalle autorità sanitarie, mentre rimuoverà dalla piattaforma tutti i post, le foto, i video che possono diffondere disinformazione e notizie false.

Chatbot

I chatbot sono software che sfruttano l’Intelligenza Artificiale e che sono progettati per interagire con le persone e simulare una conversazione intelligente su una chat. Anche se sono ancora ad uno stadio iniziale le aziende iniziano ad usarli per il servizio clienti, per la diffusione di notizie e offerte, o per attivare un servizio. I chatbot sono attivi 24 ore su 24. Sono attivabili su siti Internet o su piattaforme di messaggistica come Telegram e Facebook Messenger.

Con il diffondersi del COVID-19 si sono aperti, anche in Italia, diversi chatbot utili per aiutare a far fronte all’emergenza.

Pagine Mediche

Paginemediche.it ha realizzato seguendo le linee guida del Ministero della Salute un chatbot dedicato per la valutazione di eventuali sintomi da COVID-19.

Pagine Mediche COVID-19

Lo scopo è quello di fare una prima valutazione tramite il software, il quale nel caso di sintomi sospetti è in grado anche di dare indicazioni alla persona su cosa fare e su come comportarsi.

Questo chatbot è utilizzato anche sui siti Internet di diverse regioni italiane, come il Trentino, la Lombardia e le Marche.

Telegram

Telegram ha creato un bot consultabile dalla app che da aggiornamenti in tempo reale sull’andamento dell’epidemia con la mappa dei contagi, sui numeri utili da chiamare, su come comportarsi in caso di sintomi.

Facebook Messenger

Su Facebook Messenger è nato il chatbot Minerva, creato da un team di giovani informatici in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma. Avviando la chat vengono fornite informazioni aggiornate, dettagliate e corrette ricavate da siti istituzionali e certificati. Questo per cercare di combattere la disinformazione basata su siti di fake news o che non sono in grado di fornire dati ufficiali.

GIS (Geographic Information Systems)

GIS, in italiano sistemi informativi geografici, sono dei programmi in grado di raccogliere e analizzare moltissimi dati di diversa natura e di restituirli attraverso delle mappe. Questi sistemi sono dei database in grado di fare ricerche, redigere grafici, fornire dati territoriali e restituire delle mappe basate su queste ricerche.

La Johns Hopkins University & Medicine ha realizzato una GIS per monitorare l’andamento dell’epidemia di COVID-19. Questa mappa è in continuo e costante aggiornamento sulla base dei dati ufficiali forniti dalle autorità dei diversi paesi.

GIS per monitorare l’andamento dell’epidemia di COVID-19

I dati raccolti sono ampiamente accessibili (cosa che invece non era possibile nelle precedenti epidemie come la SARS). Quindi gli scienziati ed i virologi avranno a disposizione tutte queste informazione per poter studiare il virus ed il suo andamento. Capire meglio il COVID-19 sarà sicuramente utile in futuro per evitare che nuovi coronavirus o altri tipi di virus possano creare una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo in questi giorni. Ma tutto questo non sarebbe possibile se non ci fosse l’Intelligenza Artificiale.

Intelligenza Artificiale

Più volte all’interno di questo articolo si è fatto riferimento all’Intelligenza Artificiale (IA).

Ma Cos’è Realmente l’Intelligenza Artificiale?

In termini tecnici, l’Intelligenza Artificiale è un ramo dell’informatica che permette la programmazione e progettazione di sistemi sia hardware che software che permettono di dotare le macchine di determinate caratteristiche che vengono considerate tipicamente umane quali, ad esempio, le percezioni visive, spazio-temporali e decisionali. Si tratta cioè, non solo di intelligenza intesa come capacità di calcolo o di conoscenza di dati astratti, ma anche e soprattutto di tutte quelle differenti forme di intelligenza che sono riconosciute dalla teoria di Gardner, e che vanno dall’intelligenza spaziale a quella sociale, da quella cinestetica a quella introspettiva. Un sistema intelligente, infatti, viene realizzato cercando di ricreare una o più di queste differenti forme di intelligenza che, anche se spesso definite come semplicemente umane, in realtà possono essere ricondotte a particolari comportamenti riproducibili da alcune macchine.

(fonte www.intelligenzaartificiale.it)

E se Grazie all’Intelligenza Artificiale Potessimo Predire l’Insorgere di Nuove Epidemie?

Si è posta questa domanda anche BlueDot, una startup canadese specializzata nel monitoraggio delle malattie infettive. BlueDot analizza milioni di dati su malattie che colpiscono animali e piante raccolti da rassegne stampa, blog, siti specializzati. A questi associa i dati raccolti dalle compagnie aeree.

Grazie al monitoraggio fatto in questi ultimi anni BlueDot ha lanciato i primi campanelli di allarme circa una settimana prima che la Cina annunciasse che era stato isolato un nuovo virus e che tale virus stava iniziando a trasmettersi.

Nel caso della COVID-19, che spesso risulta asintomatica o con sintomi riconducibili alla normale influenza stagionale, il tempo trascorso tra i primi contagi e l’effettiva scoperta del nuovo virus non ne ha permesso di prendere provvedimenti tempestivamente permettendo al virus di diffondersi.

La Cina è diventata meta di viaggi di lavoro, oltre che di piacere, e allo stesso tempo i turisti cinesi sono aumentati come numero. E con lo spostarsi delle persone si è spostato anche il virus.

In Italia è quasi sicuro che il virus circolasse già prima dell’annuncio del primo caso positivo Italiano.

Se il coronavirus avesse una mortalità molto più alta ora i numeri dei decessi sarebbero notevoli.

Ma se un software fosse in grado di lanciare un allarme in brevissimo tempo, si potrebbero prendere misure preventive, come la quarantena o lo stop agli spostamenti quando i numeri del contagio sono ancora molto bassi. Inoltre gli stati non potrebbero più cercare di insabbiare questi eventi nella speranza di poter mantenere una facciata di normalità.

Intelligenza Artificiale Aiuta nella Diagnosi di COVID-19

In questo video pubblicato dal quotidiano La Repubblica on-line, il dott. Bruno Beomonte Zobel, direttore dell’Imaging Center del Policlinico Universitario, spiega come l’Intelligenza Artificiale sta aiutando i medici ad effettuare, in presenza di polmonite, una diagnosi veloce grazie ad un semplice TAC se trattasi di polmonite riconducibile a Covid-19 oppure da una polmonite diversa. Si passa dalle 24 ore del tampone ai 30 minuti della Tac. Questo permette di trattare tempestivamente il paziente con i trattamenti mirati al tipo di polmonite in corso.

Perché è Importante Studiare COVID-19?

Le nuove tecnologie applicate all’ambito della salute sono ancora in una fase iniziale di sviluppo. Ma ciò che si sta studiando in questo momento, i dati raccolti, le esperienze, le esigenze che si vengono a creare, che potranno essere analizzate e studiate, serviranno in un futuro prossimo a migliorare la nostra risposta a queste emergenze, sia in fase predittiva e sia nella successiva gestione, in attesa che la medicina tradizionale sviluppi i vaccini necessari per tutta la popolazione mondiale.

Per imparare di più sull’importanza delle nuove tecnologie mediche in rapida evoluzione, e per un elenco di riferimenti ad esempi ed applicazioni pratiche in cui si utilizza l’eHealth per salvare vite o migliorare la salute, consigliamo il lettore di partire dalla pagina dedicata: Cos’è l’ e-Health (Digital Health), che abbiamo aggiornato ed espanso recentemente. Ulteriori approfondimenti e spunti sono disponibili in articoli come l’Editoriale: eHealth per Salvare ViteStop all’Asma: Giornata Mondiale dell’Asma 7 Maggio 2019SOS Alert: Avvisi di Disastri Naturali su Google MapsAsma Bronchiale, il Portale Online Dedicato a Questa Malattia.


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