La trasformazione digitale nel settore farmaceutico

Sebbene siamo ancora in una fase iniziale il digitale porterà, nei prossimi anni, una rivoluzione nelle industrie farmaceutiche, se queste ultime sapranno cogliere le nuove opportunità.
Il digitale ha in questi ultimi anni cambiato radicalmente gli usi e le abitudini delle persone, in alcuni settori questa trasformazione è già ben radicata e alla portata di tutti, in altri settori invece siamo solo all’inizio e le opportunità saranno immense.

Un ambito che è ancora agli albori è quello dell’industria farmaceutica, a tutt’oggi non ha ancora effettuato sostanziali investimenti verso la digitalizzazione.

 

Uno dei campi in cui le imprese farmaceutiche dovranno investire è sicuramente quello della medicina di precisione: è la nuova frontiera della cura che non è più generica ma studiata sul singolo individuo, combinando dati genetici con quelli clinici, per ottenere diagnosi più precise e di conseguenza terapie più efficaci.

Come illustra un articolo su Nature, i dieci farmaci più usati negli Stati Uniti hanno effetto, nel migliore dei casi, in un paziente su quattro (nel peggiore in uno su 25).
I nuovi studi dimostrano che la stessa malattia risponde agli stessi farmaci in maniera differente in relazione alla caratteristiche genetiche o in base allo stile di vita, all’ambiente in cui si vive. Da qui nasce la necessità di differenziare la cura sul paziente e l’obiettivo finale sarà quello di non avere un paziente tipo, ma un paziente unico con una cura unica. Per il tumore si tratta anche di individuare le specificità genetiche del tumore stesso, attraverso le quali si individuano i meccanismi che lo alimentano e pertanto studiare farmaci in grado di bloccare questi meccanismi.

Trasformazione digitale

 

Per avere però maggiori opportunità di cura bisognerà fare una raccolta capillare sia dei dati genetici delle persone ma anche con informazioni dettagliate sullo stile di vita, sulla salute, sull’ambiente in cui si vive e lavora per creare delle correlazioni tra geni, ambiente e malattia.
Bisognerà inoltre rivedere tutti gli standard di ricerca farmacologica che al momento prevedono valutazioni di un farmaco su campioni omogenei di pazienti, più è ampio il campione più il risultato si può considerare esauriente, poi però è solo con l’uso su larga scala che si possono fare valutazioni precise e capita che i dati rilevati durante i test non siano confermati.
Le nuove frontiere però si aprono anche per la diagnosi e la prevenzione dalle malattie prima che si presentino, portando quindi ad una rivoluzione epocale nell’approccio delle malattie e dei farmaci per sconfiggerle.

Tutto ciò però porta a dover regolare la raccolta e l’utilizzo dei dati genetici delle persone, dati altamente sensibili, che sono utilissimi per la ricerca ma che possono essere però usati per scopi meramente commerciali. Per questo motivo sia i ricercatori che i legislatori stanno discutendo per regolamentarne l’utilizzo e la sicurezza.

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