eHealth Per le Persone Senza Arti: Open Bionics


Open Bionics a Wired Health

Come abbiamo menzionato in un precedente articolo, il 15 marzo scorso l’evento milanese di Wired Health ha ospitato Samantha Payne, un’imprenditrice e giornalista cofondatrice dell’azienda Open Bionics, una startup pluripremiata di Bristol che sviluppa mani bioniche ad un costo accessibile per giovani e adulti che hanno perso o che sono nati senza un arto.

Samantha è stata nominata ”una delle 25 donne più importanti da conoscere in robotica” e ”una delle più importanti donne nel settore tecnologico”.

Open Bionics è stata inserita nella lista delle 50 aziende di robotica più importanti al mondo insieme a Google e Amazon.

Open Bionics Mani Bioniche

eHealth Aiuta i Più Sfortunati

Open Bionics è una startup composta da «un team di giovani ingegneri piuttosto spavaldi» come li definisce Samantha, che si sono posti come obiettivo quello di trasformare la disabilità in superpotere.

L’idea di base è quella di ridisegnare le protesi degli arti, per le persone amputate o nate senza un arto, tramite una tecnica di scansione e stampa 3D. Questa tecnica permette di poter ridurre i costi degli arti artificiali a circa un terzo rispetto alle protesi tradizionali.

L’industria delle protesi tradizionali ha sempre cercato di dare al paziente una funzionalità il più possibile simile a quella dell’arto vero e proprio.

Open Bionics invece vuole puntare a creare mani bioniche con caratteristiche che le rendano “cool” per chi le usa, quasi come se donassero dei “super poteri” al loro proprietario. E allora nulla vieta che le protesi possano avere funzionalità aggiuntive di utilità ed interesse come ad esempio quella di ricaricare il cellulare o di essere esse stesse un telefono, oppure possano prevedere la possibilità di staccare un dito per utilizzarlo come chiavetta USB, ecc.

Nelle foto sotto vediamo Logan, un bambino inglese di 10 anni, nato senza un arto, con la sua protesi tradizionale.

Logan Logan

Parlando con Logan Samantha ed il suo team hanno percepito quanto questa protesi datagli dall’ospedale – pur essendo la migliore che il bambino potesse avere – lo facesse sentire ancora più disabile. La protesi infatti finiva addirittura per impedire – piuttosto che agevolare – lo svolgimento di un maggior numero di attività alla portata di Logan.

Il team di “spavaldi (pretty arrogant, nelle parole di Samantha) ingegneri“ di Open Bionics ha deciso che potevano fare meglio di così.

Hanno quindi pensato di contattare la Disney per chiedere all’azienda di poter adattare i disegni dei super eroi alle protesi destinate ai ragazzi. Ne è così nata una collaborazione che ha permesso di creare delle mani bioniche in stile Iron Man™, in stile Frozen™ e addirittura in stile Guerre Stellari™ con tanto di effetto spada laser, per la felicità sia dei piccoli che dei grandi. Vari filmati in lingua inglese sono disponibili su Facebook e YouTube.

Super Bionics

Open Bionics x Star Wars Lightsaber Bionic Arm

Not so long ago, in a galaxy not so far away, we got to meet Jedi Logan. Check out his Star Wars lightsaber bionic arm! #StarWarsTheLastJedi

Posted by Open Bionics on Wednesday, December 13, 2017

L’effetto è stato quello di far sentire i portatori di queste protesi come unici e speciali, superando così il serio problema del poco attraente aspetto delle protesi tradizionali.

Nella foto sotto vediamo Logan con la sua nuova protesi in stile Guerre Stellari™. Per la prima volta da quando è nato Logan utilizza le dita bioniche per afferare degli oggetti.

Protesi bioniche Mani Bioniche

Dopo la sua presentazione abbiamo incontrato Samatha che ci ha gentilmente mostrato dal vivo un modello di protesi funzionante.

Protesi Bionica Mano Bionica di Open Bionics

La tecnologia di Open Bionics fa anche un altro passo in avanti rispetto alle protesi tradizionali standardizzate. Gli ingegneri si sono chiesti: «E se fosse la persona a disegnarsi o addirittura progettarsi la propria protesi? Come sarebbero queste protesi?».

Quindi, Open Bionics ha reso disponibile sul proprio sito Internet un set di files gratuiti per stamparsi una mano 3D, che hanno chiamato ADA Hand.

Tanti sono gli obiettivi ambiziosi che si sono posti gli ingegneri del team di Open Bionics. La sfida maggiore però sarà quella di poter rendere accessibile a tutti questo tipo di protesi bionica.

Quali Sono i Piani di Open Bionics per il Futuro

Dopo la presentazione abbiamo parlato direttamente con Samantha per sapere che piani avessero per il futuro, e in particolare se stessero pensando anche all’Italia…

Lei ci ha detto che al momento si stanno focalizzando principalmente sul Regno Unito e sulla produzione di mani bioniche. Tuttavia vorrebbero successivamente passare a produrre anche gambe bioniche.

Inoltre, Open Bionics intende continuare a perfezionare le loro protesi innovative per ridurne ulteriormente i costi (basti pensare che gli arti artificiali possono dover essere sostituiti anche ogni cinque anni a causa dell’intenso logorio a cui sono sottoposti).

Le prospettive sono molto interessanti, ma quando queste protesi saranno disponibili per tutti, ci chiediamo?

Come primo passo verso l’adozione generale – continua Samantha – l’obiettivo è quello di far adottare questo tipo di protesi dal sistema sanitario del Regno Unito (National Health Service, NHS).

Stanno quindi portando avanti i test clinici necessari per ottenere l’approvazione. (Per maggiori informazioni sui test clinici con l’NHS rimandiamo a questo articolo in inglese: NHS e Open Bionics Fanno un Passo Ulteriore verso la Disponibilità delle Prime Braccia Bioniche Stampate in 3D per Bambini.)

In seguito, punteranno ad introdurre i loro prodotti in paesi come Italia, Francia e Germania dove i sussidi del sistema sanitario nazionale potrebbero coprirne interamente i costi. Inoltre sono interessati al mercato molto ampio del nord America, dove i personaggi a cui sono ispirate le protesi sono nati.

Noi non possiamo che unirci ai fan di Open Bionics e fare i nostri migliori auguri a Samantha, un’eroina dei nostri tempi!

 

 

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