Editoriale: eHealth per Salvare Vite

Storie di Vite Salvate

In questo articolo vogliamo presentare vari esempi di persone che si sono trovate in pericolo di vita e per cui la tecnologia applicata all’ambito medico (eHealth) si è dimostrata un essenziale strumento aggiuntivo di assistenza. L’articolo non intende essere esaustivo ma vuole solo evidenziare alcune categorie di casi importanti di cronaca recente in cui è risultato fondamentale l’uso dell’eHealth per salvare vite.

Chiamate di Emergenza

Come già riportato in un precedente articolo, Advanced Mobile Location (AML), anche chiamata ELS in Android, è una tecnologia di localizzazione applicata all’ambito delle emergenze e rappresenta uno strumento estremamente valido di assistenza per salvare un gran numero di vite.

Quando si deve affrontare un’emergenza non è facile rimanere lucidi, le persone sono in panico o peggio in stato di shock. Sul sito dell’EENA (European Emergency Number Association) sono riportati alcuni casi di persone che, grazie al localizzatore, si sono salvate: una donna austriaca a causa di un trauma cranico non riusciva a pensare lucidamente e quindi non era in grado di riportare la propria posizione, persone in Belgio ed Estonia non riuscivano a determinare la loro posizione trovandosi in aree sconosciute, un bambino lituano ha soccorso il padre incosciente grazie all’ausilio dello smartphone, ecc.

Chi lavora nei centralini di emergenza sa che queste sono situazioni che si presentano molto di frequente. In caso di emergenza quindi le tecnologie di localizzazione sono essenziali per una risposta tempestiva.

Negli USA la Federal Communications Commission (FCC) stima che un miglioramento dell’accuratezza delle informazioni di localizzazione che porti a una riduzione del tempo di risposta di un minuto potrebbe salvare più di 10.000 vite all’anno.

In Europa esiste il numero di emergenza unico, il 112, che può essere allertato in caso di necessità per chiamare la polizia, i pompieri, l’ambulanza, ecc. In Francia invece esistono ancora vari numeri di emergenza “storici”. In un recente articolo pubblicato su The Connexion viene rilevato che solo quattro persone su dieci in Francia conoscono il numero unico che permetterebbe loro di chiamare i servizi di emergenza in tutta Europa. Secondo statistiche ufficiali della Commissione Europea, infatti, sei persone su dieci in Francia non conoscono il numero di emergenza unico pan-europeo.

L’Italia si è di recente uniformata con l’Europa, già in alcune regioni, come Piemonte e Lombardia, tutti i vari numeri di emergenza sono stati unificati in quello unico del 112.  In altre regioni si sta predisponendo il passaggio. Il fine è quello di estenderlo in tutta Italia.
Anche in Italia però non molti sanno che il 112 è stato adottato in tutta Europa e anzi che va oltre l’Europa ed è riconosciuto in ben 80 paesi al mondo: oltre ai 28 stati EU, è anche usato in Norvegia, Islanda, Svizzera, India, vari paesi africani e asiatici, e USA (ma solo su certe reti). Ricordiamo invece che il numero di emergenza principale a cui fare riferimento in USA e Canada è il 911. AT&T in USA redirige il 112 sul 911, e anche in Canada il 112 su reti cellulari viene rediretto al 911. Tuttavia i tempi di redirezione potrebbero non essere compatibili con emergenze serie e quindi viene consigliato di chiamare il 911 direttamente.

L’uso di AML sugli smartphone è promosso in Europa dalla stessa organizzazione che promuove il 112, ossia l’EENA, e rappresenta un importante pilastro aggiuntivo per implementare servizi di soccorso tempestivo ed efficiente, come dimostrato dalle storie delle numerose vite salvate.

SOS di Emergenza

In un altro recente articolo, abbiamo parlato di un altro importante strumento di assistenza per emergenze: il meccanismo di SOS implementato su iPhone ed Apple Watch per allertare i soccorritori.

La cronaca recente riporta una storia di come questo meccanismo possa salvare una vita. Verso la fine del 2017 ad un semaforo una donna americana, Kacie Anderson, a bordo della sua auto fu colpita da dietro da un guidatore ubriaco. La Anderson racconta che quando la macchina fu colpita venne sbalzata in avanti sbattendo il viso contro il volante prima, poi di rimbalzo contro il poggiatesta e infine di nuovo contro il volante per poi finire contro il finestrino. Tutto ciò le provocò una iniziale perdita di conoscenza e la perdita della vista. Vedendo solo più buio, la sfortunata signora americana non era in grado di trovare il suo telefonino. A quel punto si rese conto di avere ancora al polso il suo Apple Watch che usò per attivare l’SOS di emergenza e chiamare il 911.

eHealth per Salvare Vite: SOS

Alla signora fu diagnosticato un trauma cranico importante, gonfiore al cervello, e un trauma alla colonna, mentre al figlio piccolo che era con lei nella macchina fortunatamente trovarono solo escoriazioni minori.
Si presume che la signora Anderson abbia invocato l’SOS di emergenza tenendo premuto per almeno sei secondi il bottone laterale dell’Apple Watch, che attiva direttamente i servizi di emergenza su un Apple Watch Series 3 oppure li contatta tramite l’iPhone ad esso collegato.
In una situazione di questo genere il meccanismo di assistenza automatico dell’SOS ha permesso alla vittima di un incidente di chiamare i soccorsi anche quando non era in grado di trovare il suo telefonino.

Medicina Preventiva

Ancora la cronaca recente riporta un altro caso in cui l’eHealth ha potuto aiutare a salvare una vita. Un ventottenne americano, James Green, ha twittato che non avrebbe mai pensato che il suo “stupido computerino da polso” gli avrebbe salvato la vita.

Il signor Green utilizzava un’applicazione per Apple Watch chiamata HeartWatch per monitorare costantemente il suo battito cardiaco. L’app lo avvisò che il suo battito era diventato eccessivamente elevato e quindi lui prontamente richiese assistenza medica.
Il Telegraph riporta che l’embolia polmonare diagnosticata al signor Green attraverso una TAC sarebbe stata fatale se lui non si fosse rivolto prontamente ad un medico.
Secondo il signor Green stesso, l’allerta proveniente dall’Apple Watch in aggiunta ad altri sintomi sospetti lo spinse ad agire immediatamente invece di ignorare la sua condizione e attribuirla semplicemente ad un attacco di panico transitorio.

David Walsh, il creatore dell’app salvavita, ha spiegato che ha tratto ispirazione dalla morte prematura del padre all’età di 56 anni a causa di un problema cardiaco improvviso. L’app infatti può controllare costantemente il battito cardiaco a riposo e se questo sale sopra o scende sotto una soglia predeterminata (di normalità) il software genera un allarme.

Questo caso è talmente importante che anche Apple stessa ha aggiunto tutta una serie di capacità di monitoraggio cardiaco a partire dalla versione del sistema operativo watchOS 4.

Assistenza alla Diagnostica Medica

Un caso simile a quello del sig. Green è accaduto ad un avvocato cinquantenne americano, Scott Killian, a cui l’Apple Watch ha salvato la vita. Nonostante avesse effettuato regolarmente degli esami medici per verificare il buono stato della sua salute e nonostante effettuasse regolare attività fisica, Killan era sotto grande stress per via del suo lavoro. Nonostante non si aspettasse di avere un attacco di cuore, prese comunque l’iniziativa lungimirante di monitorare il suo battito cardiaco tramite l’app HeartWatch. Una notte verso l’una mentre stava dormendo con l’Apple Watch al polso l’app lo svegliò con un allarme perché il suo battito a riposo era arrivato a 121 battiti al minuto (mentre la sua media a riposo era di 49 battiti al minuto). Inoltre questa era la prima volta che il suo battito raggiungeva tale picco. Quindi lui decise di recarsi prontamente al pronto soccorso per precauzione (invece di pensare di aver avuto solo un’indigestione o altra condizione transitoria e rimanere a letto), anche se gli sembrava di star sprecando tempo e denaro.
Il primo elettrocardiogramma confermò le letture dell’Apple Watch ma i risultati apparvero non preoccupanti. Tuttavia, una volta effettuati ulteriori esami si scoprì la presenza nel sangue di elevate quantità di un enzima che indicava un problema al cuore in corso e successivamente si scoprì che aveva quattro arterie bloccate.

A quel punto sicuramente al signor Killian non parve più di aver sprecato tempo e denaro recandosi al pronto soccorso per precauzione, piuttosto si dispiacque dell’aver speso diecimila dollari in esami medici per i check-up che però non erano stati sufficienti per scoprire il suo problema in anticipo.

eHealth per Salvare Vite: HeartWatch

Il medico chirurgo che curò il problema cardiaco di Killian con degli stent gli disse anche che se fosse rimasto a letto a dormire sarebbe probabilmente morto nel sonno.
Quello che impressionò di più il previdente Killian fu che era stato aiutato da una tecnologia di recente introduzione che costava poche centinaia di dollari e che aveva acquistato per usi ben diversi da quelli medici che gli avevano poi salvato la vita. Si rattristò pensando a suo nonno che era mancato a 55 anni per una condizione simile alla sua quando purtroppo queste nuove tecnologie non erano ancora disponibili.

Anche Apple e l’università di Stanford si sono resi conto dell’importanza di monitorare il battito cardiaco per scoprire anomalie cardiache nella popolazione e per questo hanno lanciato negli USA uno studio a largo raggio di cui abbiamo parlato ampiamente in un altro articolo su questo blog.

Per imparare di più sull’importanza delle nuove tecnologie mediche in rapida evoluzione, e per un elenco di riferimenti ad esempi ed applicazioni pratiche in cui si utilizza l’eHealth per salvare vite, consigliamo il lettore di partire dalla pagina dedicata: Cos’è l’eHealth (Salute Digitale).


Volete scoprire di più sul mondo affascinante dell’eHealth? E leggere di come la salute digitale segni l’inizio di una rivoluzione epocale nel fare medicina e nel curare i pazienti? Di come la digital health (ad esempio con la mobile health) possa entrare nelle case di tutti e fornire importanti ausili per prendersi cura meglio del nostro bene più prezioso, ossia la nostra saluteIscrivetevi alla nostra newsletter!

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