Opinione: Si Sarebbe Potuto Salvare Davide Astori?


[Aggiornamento: La perizia dei professori Carlo Moreschi e Gaetano Thiene ha stabilito che non si è trattato di bradiaritmia ma di tachiaritmia, ossia l’opposto dell’ipotesi iniziale. Ciò fa riflettere su quanto può essere difficile diagnosticare queste patologie subdole, che non danno segni premonitori. Abbiamo pubblicato diverse storie su persone che hanno scoperto di avere bradicardie (aumenti anomali del battito cardiaco), come in Editoriale: eHealth per Salvare Vite.]

Il 6 marzo 2018 è uscita sulla stampa italiana la notizia che lo sfortunato capitano della Fiorentina, Davide Astori, mancato due giorni prima all’età di 31 anni, è morto per probabili cause naturali. Il risultato della prima autopsia è stato di “morte cardiaca senza evidenze macroscopiche, verosimilmente su base bradiaritmica“. In parole semplici il suo cuore avrebbe rallentato sino a fermarsi. Per una diagnosi definitiva però saranno necessari altri 60 giorni e gli esiti degli esami istologici.

Sebbene forse sia prematuro interrogarsi sui perché di questa tragica perdita, ci viene spontaneo chiederci: esistono procedure mediche che avrebbero potuto salvare Davide Astori?

Possibile salvare Davide Astori?
Davide Astori—Foto di Clément Bucco-Lechat

Che Cos’è la Bradiaritmia?

La bradiaritmia è una aritmia associata con una bradicardia, ossia è un’alterazione del normale ritmo cardiaco con le pulsazioni che scendono sotto i 60 battiti al minuto. È normalmente caratterizzata da un disturbo nella formazione o nella conduzione dell’impulso elettrico.

Secondo la famosa Mayo Clinic, questi tipi di condizioni (aritmie e bradicardie) sono associate a sintomi come:

  • Dolori o palpitazioni al petto
  • Mancanza di respiro
  • Fatica o facilità all’affaticamento durante l’attività fisica
  • Capogiro
  • Svenimento (sincope)
  • Sudorazione abbondante
  • Confusione o problemi di memoria

Si diagnosticano tramite un elettrocardiogramma, chiamato anche ECG , che è uno strumento che usa elettrodi attaccati al petto e alle braccia del paziente per registrare segnali elettrici mentre viaggiano attraverso il cuore.

Dal momento che un elettrocardiogramma non può registrare un problema cardiaco a meno che questo non si verifichi durante il test, talvolta si fa uso di dispositivi ECG portatili a casa. Questi dispositivi includono un elettrocardiografo portatile (chiamato ECG dinamico secondo Holter) o un registratore di eventi cardiaci portatile.

ECG dinamico secondo Holter

La cura talvolta richiede l’uso di uno stimolatore cardiaco (pacemaker) a batteria impiantato sotto la clavicola. I fili del dispositivo sono infilati nelle vene e nel cuore e gli elettrodi all’estremità dei fili sono attaccati ai tessuti cardiaci. Il pacemaker monitora la frequenza cardiaca e genera gli impulsi elettrici necessari per mantenere una frequenza appropriata. (Per maggiori informazioni su come i pacemaker funzionano nei vari casi di bradiaritmia, rinviamo il lettore all’articolo della Associazione Portatori Dispositivi Impiantabili Cardiaci).

Il problema è quando la bradiaritmia non dà sintomi evidenti. In mancanza di sintomi non ci si rivolge ad un medico per fare gli accertamenti del caso e prendere le dovute contromisure.

Quindi che cosa si dovrebbe fare per prevenire questo tipo di tragiche morti improvvise?

Alcuni (forse i più) le considereranno semplicemente come fatalità, ossia casi ineluttabili della vita. In questa sede però noi vorremmo raccontare delle storie di speranza, non di rassegnazione…

Cinquantenne Salvato da Patologia Cardiaca Non Diagnosticata

Abbiamo già riportato alcune storie di tachicardie gravi (ossia quando il ritmo cardiaco accelera in modo anomalo) associate a patologie precedentemente non diagnosticate e scoperte grazie ad un dispositivo wearable (ossia indossabile). La cronaca recente ne contiene molte simili.

Tuttavia, anche le bradicardie possono essere scoperte precocemente. È quanto riporta il DailyMail a riguardo di Scott Thomas, un cinquantenne gallese che usa regolarmente un Apple Watch. Il signor Thomas ha raccontato di aver mostrato nel giugno del 2015 il cardiofrequenzimetro sul suo smartwatch, un regalo di sua moglie Pat, ad un amico.

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L’amico attento notò immediatamente che il suo battito cardiaco sembrava basso (42 battiti al minuto). Dopo una visita presso il suo medico di famiglia, il signor Thomas venne inviato in ospedale a Liverpool. Qui gli fu diagnosticata una condizione piuttosto seria chiamata sarcoidosi cardiaca. Nel novembre dello stesso anno, il signor Thomas quindi venne operato per installare un ICD (defibrillatore cardiaco impiantabile), ossia un pacemaker che può stimolare elettricamente il cuore per fargli ritrovare un ritmo naturale quando rileva anomalie.

Da allora la tecnologia è ulteriormente migliorata. A partire da WatchOS 4 (su Apple Watch Series 1 o successivi) si può ricevere una notifica in caso di battito cardiaco elevato. Inoltre economiche app per smartphone come HeartWatch permettono di allertare l’utente in caso di battito sia sopra che sotto certe soglie impostabili individualmente.

HeartWatch

Ma Quanto Può Essere Accurato un Wearable?

Lo sviluppatore Brad Larson ha deciso di confrontare i dati sul battito cardiaco raccolti dal suo Apple Watch durante una corsa con quelli raccolti dal suo Mio Alpha. Quest’ultimo è un cardiofrequenzimetro da polso che ha dimostrato un’ottima precisione nella misurazione. Quindi è stato scelto come riferimento.

Mio Akpha

Entrambi i dispositivi non hanno bisogno di sensori da indossare sul petto per poter rilevare il battito e quindi sono particolarmente convenienti per gli sportivi. Il Mio Alpha effettua una misurazione ogni tre secondi mentre l’Apple Watch lo fa ogni cinque. Ciononostante le letture dei due dispositivi sono risultate quasi identiche.

Apple Watch vs Mio Alpha

Uno studio internazionale ha confrontato ben quattro wearables con un elettrocardiografo di riferimento mostrando come sia l’Apple Watch che il Mio Alpha fossero piuttosto accurati nel misurare il battito cardiaco.

Un altro studio pubblicato dal Journal of the American College of Cardiology (JACC) ha confrontato il Fitbit Blaze e l’Apple Watch con un elettrocardiografo di riferimento. Questo studio ha rilevato che «l’Apple Watch ha dimostrato la maggiore correlazione dei risultati con gli ECG nello stimare il battito cardiaco, specialmente in caso di battito normale. Tutti i dispositivi testati sono risultati essere accurati nell’identificare il battito durante bradiaritmie, ma non sufficientemente affidabili durante tachicardie».

In generale, indossare un dispositivo ECG accurato per tutto il giorno potrebbe rivelarsi enormemente utile per studiare le aritmie cardiache e le caratteristiche del funzionamento del cuore di ciascun utente. In teoria ciò potrebbe portare a dei significativi passi avanti in campo medico per lo studio e per la prevenzione delle patologie cardiache.

Tuttavia, come evidenziato dallo studio pubblicato dal JACC, sono necessari ancora dei progressi nelle tecnologie di misurazione del battito per raggiungere i livelli di accuratezza di un ECG professionale.

Conclusioni ed un Lieto Auspicio

Vari studi e numerose storie di cronaca suggeriscono come l’uso regolare di wearables come strumento di allerta di possibili anomalie cardiache possa essere sia vantaggioso che generalmente abbastanza accurato.

Al momento la tecnologia è ancora in fase di miglioramento. Falsi allarmi o rilevazioni non del tutto precise sono sicuramente possibili. Tuttavia i vantaggi per la scienza dell’uso di questi dispositivi su milioni di possibili utenti sono potenzialmente incalcolabili.

Auspichiamo che la tragica perdita di Davide Astori possa sensibilizzare ancora di più sia il pubblico che la comunità scientifica al problema della prevenzione delle patologie cardiache. E siamo certi che la fulgente stella di Davide lassù in cielo brillerà un po’ più intensamente ogni volta che i progressi che questa sensibilizzazione inevitabilmente porterà salveranno un’altra vita.

Per imparare di più sull’importanza delle nuove tecnologie mediche in rapida evoluzione, e per un elenco di riferimenti ad esempi ed applicazioni pratiche in cui si utilizza l’eHealth per salvare vite, consigliamo il lettore di partire dalla pagina dedicata: Cos’è l’eHealth (Salute Digitale), che abbiamo aggiornato ed espanso recentemente. Ulteriori approfondimenti e spunti sono disponibili in articoli come l’Editoriale: eHealth per Salvare Vite.


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